Un family affair enologico

Un family affair enologico

Nero + rosso = plavac

Se la città di Spalato è sulla vostra rotta, vi si offre la possibilità di immergervi non solo nel mare che la circonda, ma anche negli aromi dei vini di quest’area, nota per gli specifici sapori delle numerose varietà autoctone. In ogni caso, la storia enologica di queste terre vi riserverà molto di più di quanto abbiate mai immaginato: scoprirete un vero e proprio family affair enologico.

 

A parte il fatto che, da queste parti, la produzione vitivinicola è più o meno sempre nelle mani delle famiglie, il che vi darà la possibilità di conoscere diverse generazioni di vignaioli e di godere della sincera ospitalità delle famiglie che si occupano di produzione vinicola, avrete anche l’opportunità di scoprire la storia enologica più interessante di tutta la Croazia.

Mario Alajbeg / TZ Kaštela

Il c.d. triangolo familiare, ossia la triade genetica delle cultivar d’uva rossa di cui, dopo decenni di ricerche, s’è cercato di individuare l’origine, ci ha portati alle porte della città di Spalato, in quella ristretta area del comune di Castelli (Kaštela) che è la patria del crljenak.

Questa cultivar ha tre gemelli geneticamente identici: il notissimo zinfandel, l’italiano primitivo e la krtošija montenegrina. Il crljenak è una varietà di vite autoctona della Dalmazia che è stata riconosciuta come quella da cui tutto è iniziato. Incrociando il crljenak con la cultivar dobričić della vicina Šolta, è nato il principale brand vinicolo di tutta la Dalmazia: il plavac mali.

Per scoprire gli aromi del crljenak potrete approfittare sia della città d’arte di Trogir (Traù), il cui centro storico è sotto l’egida dell’UNESCO ed i cui tre marina sono da decenni noti e adorati dal jet-set con la passione per la nautica, sia dell’ottimo marina di Castelli (Kaštela), sia della vicinanza della città di Spalato (Split), vero e proprio centro nautico ed amministrativo della Dalmazia centrale.

Mario Alajbeg / TZ Kaštela

Il mese di maggio, a Castelli, inizia con un festival che, oltre ad occuparsi del crljenak, coinvolge un po’ tutte le delizie tipicamente primaverili come le fave. Ingredienti della tradizione che uno staff di ottimi cuochi ha il compito di trasformare in sfarzose specialità culinarie.

Se avete avuto la fortuna di provare il crljenak nella sua forma originaria, sarebbe un peccato non provare anche il dobričić. Questa piccola gemma rossa della Dalmazia centrale è originaria dell’isola di Šolta (Solta) e, negli ultimi anni, è protagonista di un periodo di grande splendore. Nota per il suo colore intenso e per una sua certa innata asprezza, in Dalmazia il dobričić è spesso usato per il coupage, ossia per la mescolanza di vini di diversa provenienza, mentre in passato lo si usava per intensificare il colore degli altri vini e per rafforzarne il carattere.

Beep Pictures / Matija Prajo / TZ Šolta

Per visitare le cantine che producono questo vino, consigliamo l’ormeggio sicuro di Stomorska, Rogač o Maslinica, dove potrete anche noleggiare un mezzo per raggiungere l’interno dell’isola.

Se, invece, avete già provato sia il crljenak, sia il dobričić, non vi resta che godervi gli aromi dei loro discendenti nelle immediate vicinanze. L’isola di Brač (Brazza), che sfiora quella di Šolta nei pressi dello stretto denominato Porta di Spalato (Splitska vrata), vanta ottimi terroir per la coltivazione delle migliori cultivar di vite originarie della Dalmazia. Per fare un salto alle enoteche e alle cantine dell’interno dell’isola, consigliamo l’ormeggio lungo il suo versante occidentale, nelle località di Bobovišća o di Milna. Chi ha il palato del conoscitore noterà una certa differenza d’aroma tra i vini del versante occidentale dell’isola e quelli del sud dell’isola, provenienti da terroir molto esposti al sole.

 

Per completare la nostra storia enologica dell’isola di Brač (Brazza), vi consigliamo caldamente di rivolgere la prua verso Bol. Stavolta non per visitare la celeberrima spiaggia di ghiaia di Zlatni rat (Corno d’oro), ma per visitare i declivi meridionali e le vigne, prevalentemente piantate a varietà d’uva bianca, distanti dalla superficie del mare soltanto poche centinaia di metri.

Aleksandar Gospić

La posizione geografica di questi terroir (tra essi spicca la località di Murvica) conferisce al vino sia una certa robustezza, sia una certa delicatezza floreale, dando vita a quella mitica tonalità d’aroma tipica dei vini di Dalmazia che s’abbina splendidamente ogni specialità di mare. Il vitalac (coratella d’agnello allo spiedo) dell’isola di Brač, una delle delizie locali più tipiche e riconoscibili, evoca proprio quei plavac isolani dal gusto complesso ma dal carattere mite, capaci di regalare sensazioni after taste che durano nel tempo.

Anche i produttori vinicoli di quest’isola, al passo con i trend internazionali, si sono cimentati nella produzione di vini rosati. Se avete voglia di provare un bicchiere di un vino rosato locale fresco al punto giusto, non indugiate a farlo: scoprirete un vino profumato e mite, seduttore perfetto per il primo pomeriggio o per i momenti dedicati ad ammirare il tramonto.