Da più di mille anni Dubrovnik, la più famosa destinazione turistica croata, celebra la festa del suo Santo patrono, San Biagio (sv. Vlaho). La tradizione è ancora molto viva tra gli abitanti di Dubrovnik e dintorni, e il suo valore è sempre più apprezzato anche dai turisti. Il fatto che si tratti di un vero patrimonio che oltrepassa i confini locali è confermato dall’inserimento della festa di San Biagio nella Lista del Patrimonio Immateriale dell'Umanità dell’UNESCO, trent'anni dopo l’inserimento nella Lista del Patrimonio Culturale dell'Umanità dell'UNESCO (1979).
I ragusei celebrano San Biagio sin dal 972. Difficilmente si può trovare una città come Dubrovnik la cui identità è legata al santo patrono in maniera così inseparabile. In suo onore nell'ambito della festa si svolgono numerosi eventi culturali, musicali, sportivi e di svago. Per questa occasione la città viene illuminata e decorata in modo speciale e visitata dagli abitanti dei villaggi circostanti, che vestiti nei loro costumi tradizionali attirano l’attenzione di tutti.
La festa inizia il 2 febbraio, nel giorno della Candelora, quando davanti alla chiesa del Santo patrono con l'innalzamento della bandiera raffigurante San Biagio in cima alla colonna d'Orlando, posizionata nel centro della piazza, vengono liberate le colombe bianche, simbolo della libertà e della pace.
Nel giorno della Festa, il 3 febbraio, viene celebrata la messa solenne all'aperto, da dove parte la processione religiosa di numerosi fedeli, che si affrettano nella Città da tutti i paesi circostanti portando bandiere, vessilli e stendardi delle loro parrocchie e dei più alti dignitari della Chiesa cattolica. Lungo lo Stradun e le vie della città vengono portate le reliquie di San Biagio, mentre sotto il baldacchino viene portata la più preziosa reliquia della cattedrale ragusea, il santo pannolino di Gesù Bambino. Secondo la leggenda, San Biagio divenne il santo patrono della città di Dubrovnik dopo l’evento accaduto nel 971, quando la flotta veneziana arrivò sotto le mura di Dubrovnik con 112 navi. I Veneziani avevano intenzione di occupare la città con l'inganno, dichiarando di essere diretti verso la Grecia. In città nessuno temeva l’inganno e i Veneziani vennero accolti in segno d'amicizia. Nella chiesa parrocchiale di S. Stefano, successivamente distrutta da un devastante sisma, si trovava il devoto Don Stojko assorto a pregare fino a notte inoltrata. D'improvviso vide la chiesa piena di soldati armati e tra di loro un vecchio con un bastone, che sosteneva di essere San Biagio, vescovo e martire mandato da Dio per proteggere Dubrovnik. I soldati mandati dal Cielo avevano difeso la città dai Veneziani per tutta la notte. Don Stojko si affrettò a informare il Consiglio raguseo sull'accaduto e già l’indomani i Veneziani alzarono le vela e lasciarono la città. La festa di San Biagio, che ogni anno richiama numerosi ospiti, è senza dubbio l'evento religioso –pagano più importante per gli abitanti locali, nonché una singolare attrazione turistica.
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